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Omaggio ad Agatha Christie in occasione dei cinquant’anni dalla scomparsa

Mon pauvre ami, non siete proprio portato! Non sapete mai capire quale è il particolare importante e per di più il vostro modo di ragionare è sbagliato.

(Hercule Poirot ad Arthur Hastings in La sparizione del signor Davenheim)

Il 12 gennaio 1976 scompariva all’età di 85 anni Agatha Christie, l’indiscussa “regina del giallo”. Agatha Mary Clarissa Miller nacque a Torquay nel 1890 in una famiglia altoborghese e, come era consuetudine per le bambine della sua classe sociale, studiò prevalentemente a casa. Fin dall’infanzia fu un’avida lettrice, e durante la prima giovinezza si cimentò con la stesura di racconti, che inviava alle riviste sotto vari pseudonimi, nella speranza di una pubblicazione che veniva però quasi sempre rifiutata[1].

Nel 1914 sposò Archibald Christie (1889-1962), del quale assunse il cognome con cui divenne celebre, mantenendolo anche dopo il divorzio. Entrambi presero parte a diverso titolo alla Grande guerra: Archibald nell’Aeronautica, e Agatha lavorando per la Croce Rossa presso l’ospedale di Torquay, inizialmente come infermiera volontaria, e in seguito come “assistente speziale” presso il dispensario del nosocomio[2].

Affascinata da sempre dai romanzi polizieschi, in particolare da quelli di Arthur Conan Doyle, iniziò a lavorare al suo primo romanzo giallo, Poirot a Styles Court (The mysterious affair at Styles), nel 1916 mentre lavorava presso l’ospedale. Il protagonista del romanzo, che accompagnerà la Christie lungo tutta la sua carriera, è Hercule Poirot, ex ufficiale della polizia belga, esule in Gran Bretagna in seguito all’invasione tedesca del suo Paese. Il personaggio è ispirato ai soldati e ai rifugiati belgi che la donna ebbe modo di conoscere e curare durante la sua esperienza come infermiera. Il romanzo nasce altresì da una sorta di scommessa tra Agatha e la sorella maggiore, che la sfidò a scrivere un poliziesco e ad ottenerne la pubblicazione. Poirot a Styles Court dovette essere inviato a diverse case editrici prima di trovare chi lo pubblicasse. Uscirà per i tipi della casa editrice londinese The Bodley Head solo nel 1920, e con il finale modificato su richiesta dell’editore.

Nei primi anni Venti, Agatha Christie diede alla luce altri due romanzi: nel 1922 Avversario segreto (The secret adversary), con protagonista la coppia di investigatori Tommy e Tuppence, che tornerà in altri tre romanzi e diversi racconti, e nel 1923 Aiuto, Poirot! (The Murder on the Links), che vide la ricomparsa dell’investigatore belga dalle mitiche “celluline grigie” con i baffi e la testa d’uovo, maniacale nell’ordine e nella simmetria degli oggetti.

Agatha Christie si stava ormai affermando come scrittrice di gialli, quando un evento – la richiesta di divorzio nel 1926 da parte del marito, innamoratosi di un’altra donna – la destabilizzò profondamente. La Christie scomparve per alcuni giorni senza dare alcuna notizia di sé: lasciò l’abitazione e la sua auto venne rinvenuta parcheggiata nel Surrey, con a bordo una patente scaduta e alcuni indumenti, tanto da far temere che la donna si fosse suicidata annegandosi nel vicino fiume. Gli appelli per ritrovarla furono da subito numerosi, e apparve anche un premio in denaro per chi avesse fornito notizie. La donna venne alla fine ritrovata in un hotel termale a circa 300 km di distanza dalla sua dimora, dieci giorni dopo la sparizione[3]. Nel 1928 i Christie divorziarono e la scrittrice ottenne di poter continuare a utilizzare il cognome col quale era ormai famosa. La “seconda vita” di Agatha iniziò quando partì con l’Orient Express alla volta del Medio Oriente, raggiungendo Istanbul e infine Baghdad. Qui ebbe modo di conoscere quello che diverrà il suo secondo marito, l’archeologo Max Mallowan (1904-1978), di parecchi anni più giovane, che sposerà nel 1930[4].

Dopo il matrimonio, la scrittrice seguì spesso il marito nei suoi scavi in Medio Oriente. Molti romanzi di quegli anni hanno infatti ambientazione mediorientale: ricordiamone solo alcuni tra i più celebri, come Assassinio sul Nilo (Death on the Nile) del 1937 che, insieme a Non c’è più scampo (Murder In Mesopotamia) del 1936 e a La domatrice (Appointment with Death) del 1938 costituisce una sorta di ideale “trilogia esotica”. Sempre degli anni Trenta sono i due romanzi Assassinio sull’Orient Express (Murder on the Orient Express), del 1934, e Dieci piccoli Indiani (Ten Little Niggers), del 1939, indubbiamente i due più celebri della Christie, rimasti ineguagliati.

Nel 1930 aveva, intanto, fatto la sua comparsa, con La morte nel villaggio (The Murder at the Vicarage) un altro celebre personaggio, Miss Marple, l’arzilla e attempata signorina dalle abili doti investigative che ritornerà in dodici romanzi e venti racconti.

Poirot abbandonerà la scena romanzesca (e il mondo terreno) in Sipario: l’ultima avventura di Poirot (Curtain: Poirot’s Last Case) pubblicato nel 1975 ma scritto molti anni prima, durante la Seconda guerra mondiale. In esso, l’investigatore ormai molto anziano e costretto sulla sedia a rotelle è nuovamente ospite a Styles Court, dove tutto aveva avuto inizio, e si ritrova a risolvere un ultimo caso prima di morire, con il supporto del Capitano Arthur Hastings, il fidato amico di sempre, sua spalla in molte opere.

Diversamente dal personaggio di Poirot, quello di Miss Marple non venne fatto morire dalla Christie, benché ne avesse già preparato fin dal 1940 il congedo in Addio, Miss Marple (Sleeping Murder: Miss Marple’s Last Case), che sarà pubblicato solo nell’ottobre del 1976, alcuni mesi dopo la scomparsa della scrittrice.

Agatha fu indubbiamente una donna molto autoironica, tanto da ritrarre se stessa nel personaggio di Ariadne Oliver, la scrittrice di romanzi gialli che, come lei, batte a macchina le sue opere sgranocchiando dozzine di mele, oppure riflette trascorrendo ore nella vasca da bagno, e ha scelto come protagonista dei suoi romanzi un investigatore straniero, il finlandese Sven Hjerson.

Nel 1971 Agatha Christie fu insignita dalla Regina Elisabetta della massima onorificenza inglese, quella di Dame Commander of the British Emperor. Nello stesso anno fu tra i firmatari di un appello inviato a Papa Paolo VI, affinché fosse ancora permesso il rito della Messa tridentina in Inghilterra e Galles, in alcune occasioni speciali e limitate. Nel 1969 era stato infatti rivisto il Messale Romano in seguito alle decisioni prese dal Concilio Vaticano II, che aveva decretato l’utilizzo delle lingue nazionali per la Messa. Un gruppo di intellettuali, cattolici e non, aveva chiesto al Papa una deroga per permettere che il vecchio messale in Latino potesse essere ancora utilizzato. Pare che il Papa fosse rimasto colpito dalla presenza della scrittrice inglese tra i firmatari della petizione, tanto che il decreto è conosciuto anche con il nome di “Indulto Agatha Christie”. La scrittrice, pur essendo anglicana, faceva parte della cosiddetta Chiesa anglicana alta, più vicina alla Chiesa cattolica, e amava l’uso della liturgia latina e del culto tradizionale. Inoltre, il suo secondo marito era cattolico, e questo l’aveva avvicinata ulteriormente alla Chiesa di Roma.

Moltissime sono state le trasposizioni cinematografiche dei romanzi e dei racconti di Agatha Christie. Difficile riportarle tutte: in questa sede ci limitiamo a ricordare i più celebri interpreti di Poirot e Miss Marple che hanno accompagnato e accompagnano ancora oggi diverse generazioni di spettatori. Poirot ha avuto il volto, nel corso dei decenni, di Albert Finney, Peter Ustinov, David Suchet (dal 1989 al 2014 nella famosa serie televisiva), fino ad arrivare alle recentissime interpretazioni di John Malkovich e Kenneth Branagh, che hanno per certi versi stravolto e dato un’immagine assai diversa del detective belga, innovativa ma comunque molto interessante. Miss Marple ha avuto, tra gli altri, il volto di Margaret Rutherford, Angela Lansbury, Geraldine McEwan e, negli ultimi anni, Julia McKenzie.

In occasione dell’anniversario della morte di Agatha Christie, in Italia e all’estero stanno fiorendo, com’è doveroso, molteplici iniziative. Tra le mostre nel nostro Paese, ricordiamo quella organizzata dalla Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori presso il Laboratorio di Via Formentini a Milano dall’11 dicembre 2025 al 17 gennaio 2026, dal titolo 50 Pintér per 50 Christie, nel quale sono stati esposti cinquanta bozzetti e disegni originali realizzati dall’illustratore italo-ungherese Ferenc Pintér (Alassio 1931-Milano 2008) per i romanzi della scrittrice pubblicati nelle collane Omnibus e Oscar Mondadori.

La Biblioteca della sede di Milano dell’Università Cattolica ospita diverse edizioni delle opere della Christie. Tra queste, due prime edizioni originali dei romanzi editi a Londra da W. Collins Sons & Co.: The Big Four (Poirot e i Quattro), pubblicato nel 1927, e The Mistery of the Blue Train (Il mistero del treno azzurro), edito nel 1928.

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NOTE:

  1. Il suo primo racconto, intitolato The House of Beauty, fu scritto a diciotto anni durante un periodo di malattia. Inizialmente non pubblicato, sarà rielaborato in seguito diventando The House of Dreams, il racconto che dà il nome ad una raccolta che sarà pubblicata postuma, nel 1997.
  2. Com’è noto, la scrittrice imparò a conoscere farmaci e veleni, di cui farà ampio uso nei suoi romanzi, proprio lavorando in ambito ospedaliero durante la Prima guerra mondiale.
  3. La scrittrice non fece menzione di questo avvenimento nella sua autobiografia. Le ipotesi furono diverse: secondo alcuni detrattori, la donna voleva solo farsi pubblicità. Per alcuni medici, ebbe invece una sorta di crisi di nervi o amnesia, in seguito allo choc per la fine del matrimonio, mentre alcuni studiosi della vita e delle opere della Christie sostengono che volesse in un primo momento inscenare il proprio suicidio per suscitare sensi di colpa nel marito, o addirittura sparire facendo in modo che Archibald venisse incolpato del suo omicidio. La soluzione all’enigma della sparizione della Christie rimane a tutt’oggi insoluto. Nel 1979 uscì il film Il segreto di Agatha Christie, con la regia di Michael Apted. I ruoli dei coniugi Christie vennero interpretati da Vanessa Redgrave e Timothy Dalton.
  4. Celebre la battuta di Agatha Christie in riferimento al suo matrimonio con un uomo molto più giovane: «Un archeologo è il miglior marito che una donna possa avere: più lei diventa vecchia, più lui s’interessa a lei».