«Dietro ogni grande uomo, c’è una grande donna». Questo celebre aforisma, attribuito (anche se non vi sono prove) a Virginia Woolf, è quantomai adatto a riassumere in poche parole l’intensa biografia di Wanda Ferragamo, nata Miletti, la moglie del famoso imprenditore e stilista Salvatore Ferragamo. Nel 2022, per Electa, è uscito un interessante volume, Nel Libro Rosso di Tà. La vita di Wanda Ferragamo, ad opera di Ginevra Visconti, una dei numerosi nipoti di Wanda, che racchiude la vicenda della sua incredibile nonna.

Il volume ripercorre la vita di Wanda, nata a Bonito, in Irpinia, nel 1921 e morta a Firenze nel 2018, a 97 anni, attiva quasi fino all’ultimo nella gestione della maison fondata dal marito.
Salvatore e Wanda si erano conosciuti proprio a Bonito durante una visita dell’imprenditore. Dal 1927, dopo essere rientrato dagli Stati Uniti, Salvatore aveva stabilito la sede della sua azienda a Firenze. Era tornato al suo paese d’origine con l’intento, nemmeno troppo velato, di trovare una moglie, considerato che a quarantadue anni era ancora celibe. Da Bonito, Salvatore Ferragamo era partito ancora minorenne alla volta degli Stati Uniti, dove erano già emigrati alcuni fratelli. Di famiglia umile, undicesimo di quattordici figli, aveva dimostrato un vero talento nel creare calzature fin da bambino, confezionando a sorpresa un paio di scarpine bianche in occasione della Comunione di una sorellina.
Il giovane possedeva un talento così straordinario da riuscire ad affermarsi anche negli Stati Uniti. Inizialmente lavorò producendo calzature di scena per i film dei grandi Studios, in particolare stivali da cowboy per i numerosi film western che venivano prodotti in quegli anni. Le sue scarpe conquistarono i grandi divi del cinema, che divennero suoi affezionati clienti e amici.
Salvatore era arrivato in America senza conoscere l’inglese, ma in breve tempo fu in grado di seguire corsi di anatomia all’Università, che gli permisero di confezionare calzature non solo belle esteticamente, ma anche ortopedicamente valide.
L’incontro con Wanda fu la felice unione di due menti geniali e affini e la giovanissima donna divenne subito indispensabile per il marito e per il buon funzionamento dell’azienda. Ottima moglie e madre (ebbero sei figli, tutti poi coinvolti a diverso titolo nell’azienda, e ventitré nipoti), condivise col marito una vita fatta sicuramente di agi e benessere, ma anche di duro lavoro e grandi sacrifici.
Alla prematura scomparsa di Salvatore, mancato a soli sessantadue anni nel 1960, Wanda non si lasciò prendere dallo sconforto e, contro i pronostici di tutti, prese le redini dell’azienda, che guidò con mano ferma fino ad oltre novant’anni. Insegnò a figli e nipoti un decalogo di regole e buone pratiche per essere persone affidabili e grandi lavoratori, e fu sempre presente nelle loro vite, anche quando fisicamente si trovavano lontani da lei.
Alcuni episodi raccontati da Ginevra Visconti sono particolarmente memorabili e divertenti. Ad esempio, al primo incontro col futuro marito, che le voleva prendere le misure per regalarle un paio di scarpe artigianali, con grande imbarazzo Wanda si accorse di avere un enorme buco nelle calze di seta. Un altro episodio coinvolgente è la gita familiare a Bonito: Wanda, con il suo carattere determinato e intransigente, nel 1994 quasi costrinse l’intera famiglia a intraprendere un viaggio collettivo per riscoprire le loro radici e ritrovare i parenti che ancora risiedevano nel luogo di origine.
Il libro rosso che dà il titolo alla biografia è un volume, realizzato in molteplici copie e inviato ai nipoti ai quattro angoli del mondo, affinché vi raccogliessero le missive che “nonna Tà” avrebbe inviato loro nel corso degli anni, da custodire gelosamente e farne tesoro. Nato inizialmente nel 2011 in edizione speciale e limitata ai familiari per festeggiare il novantesimo compleanno di Wanda, questa biografia si rivela una lettura avvincente. Ci immerge nella storia di una delle più celebri case di moda del nostro Paese e ci fa sentire come se conoscessimo da vicino questa straordinaria donna, che ha giocato un ruolo fondamentale nel determinare il successo e l’espansione dell’azienda.
di Silvia Valeria Polenta
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